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Capitolo 1 -
L'incontro.
Lory mi prese dolcemente in braccio e mi strinse al petto
ricoprendomi di baci ... sapeva di buono. Poi mi fece entrare in una
specie di scatola, che in seguito scoprii essere un trasportino, e
mi sistemò sul sedile posteriore della sua auto.
Quella fu l'ultima volta che vidi la mia casa nativa e ... la mia
famiglia!
Dopo un breve tragitto arrivammo nel suo appartamento in città
affacciato su una strada che a uno come me, abituato alla quiete
della campagna, parve piuttosto trafficata e rumorosa.
Trovammo ad accoglierci suo marito e i due figli adolescenti e ...
oddio! ... e questa chi è?
La signorina (o forse dovrei dire zitella vista l'età) era una
soriana come me ma tigrata, molto carina ma piuttosto in carne ...
non so se capite cosa intendo ... e per nulla socievole: dopo un
breve sguardo di sufficienza si ritirò nei suoi alloggi senza
neanche salutarmi. "Cominciamo bene!" pensai. Ma poco importava in
quel momento. Ero in una nuova casa, con tante cose da scoprire e da
annusare, e mentre mi trastullavo con i tendoni della sala da pranzo
suonò il campanello.
Comparve sulla porta un'altra donna, questa con i capelli scuri (che
poi diventarono biondi, poi rossi, poi castani ... che mania queste
tinture!) e si scatenò intorno a me la baraonda: era tutto un
vociare, un rincorrermi, un chiamarmi ... già ... continuavo a
sentir pronunciare questo nome ... "Sasha" ... ma ancora non avevo
capito che quello era il MIO nome! Anche questa donna aveva una
specie di scatola simile a quella di Lory e alla fine ci finii
dentro. Per la seconda volta fui sistemato sul sedile posteriore di
un'auto, feci ancora un breve tragitto e mi ritrovai in un altro
appartamento.
Questa volta ad accoglierci non c'era nessuno e la casa era molto
più silenziosa e tranquilla della precedente.
Iniziai a ispezionare indisturbato ogni centimetro quadrato
dell'abitazione, imbattendomi qua e la in oggetti che dovevano
essere sicuramente destinati al sottoscritto poiché non c'era
traccia in giro di qualche mio simile. Le ciotole in cucina con
pappa, latte e crocchette, la lettiera sul balcone verandato, una
cesta piena di giochi e poi comodi cuscini e soffici copertine su
divano e poltrone ... a quel punto realizzai che quella sarebbe
stata la mia nuova casa e la sua proprietaria la mia mamma adottiva.
Si era fatto buio già da un po' quando mi addormentai esausto sul
cuscino di una delle sedie della cucina. Era stata una giornata
intensa, piena di incontri e di emozionanti sorprese.
"Buongiorno Sasha! Dormito bene?"
"Ma di chi è questa voce?" Forse stavo sognando ...
Lentamente le mie palpebre, appesantite dal sonno profondo, si
aprirono e una sorta di terrore s'impadronì di me.
Dove mi trovavo? Che fine aveva fatto la mia famiglia?
Alzai gradatamente lo sguardo e la vidi china sopra di me con aria
sognante e questa sua espressione fece sparire tutte le mie paure.
Lizzie era li a ricoprirmi di baci e di coccole, era la mia nuova
mamma adottiva ed insieme stavamo per iniziare una nuova
meravigliosa avventura: la nostra vita insieme. |